Bicchieri da bottiglie Bombay Sapphire: storia e trasformazione
Alcune bottiglie non passano inosservate.
Non per quello che contengono.
Ma per come sono fatte.
La bottiglia di Bombay Sapphire è una di queste.
Una bottiglia che si riconosce subito

Il vetro azzurro, luminoso, quasi trasparente.
Una forma elegante, slanciata.
Dettagli botanici che raccontano gli ingredienti del gin.
La bottiglia Bombay Sapphire è pensata per essere riconosciuta a distanza.
Non ha bisogno di spiegazioni.
Il colore come identità
A differenza di molte bottiglie neutre, Bombay Sapphire ha un elemento distintivo fortissimo:
👉 il colore
Un azzurro che richiama purezza, freschezza, leggerezza.
Quando la luce lo attraversa, il vetro cambia.
Si illumina.
Ed è proprio questo che la rende perfetta per una seconda vita.
Dal gin al vetro: una nuova funzione
Una volta terminata, la bottiglia mantiene tutto il suo carattere.
Non perde identità.
Anzi.
È uno di quei casi in cui il contenitore ha quasi più presenza del contenuto.
Come nasce un bicchiere da Bombay Sapphire

Nel laboratorio, ogni bottiglia viene lavorata a mano.
Tagliata.
Levigata.
Rifinita.
Il vetro azzurro rimane protagonista.
Il risultato è un bicchiere che cambia funzione, ma non perde la sua estetica.
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Un oggetto che cambia la tavola
Un bicchiere Bombay Sapphire non è neutro.
Porta colore.
Porta luce.
Funziona perfettamente per:
- aperitivi
- cocktail
- tavole estive
- terrazze
Il riciclo creativo non è solo trasformazione.
È selezione.
Scegliere oggetti che meritano una seconda vita.
E la bottiglia Bombay Sapphire è uno di questi.
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